Renegades: la maledizione e la favola
Un uomo solo al comando, una favola e una maledizione che perseguita i giocatori dell'Arsenal durante il ritiro dell'Inghilterra alla vigilia delle notti magiche di Italia 90.
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| Gazza & Bully. |
Mentre Bull vive la sua favola, in una delle stanze dell'albergo dov'è alloggiata la squadra un uomo trattiene a stento le lacrime. I drammatici momenti che seguono l'esclusione di David Rocastle ci sono raccontanti dal suo compagno di stanza, il centrocampista del QPR Paul Parker, che nella sua autobiografia ricorda quegli istanti come i più duri della sua carriera. Rocastle, reduce come Smith da una stagione poco brillante con l'Arsenal, negli ultimi due anni si era comunque costruito una posizione stabile nel centrocampo di Robson, partecipando a quasi tutta la campagna di qualificazione, chiusa agevolmente senza sconfitte. Complice un ginocchio che lo tormenterà per il resto della carriera, le amichevoli pre-Mondiale lo vedono perdere posizioni prima che Robson gli conceda i venti minuti finali dell'amichevole con la Danimarca. Ritroverà la Nazionale un anno e mezzo dopo, sotto la gestione di Graham Taylor, prima che anche quest'ultimo gli tolga la soddisfazione di difendere i colori dell'Inghilterra in una grande manifestazione. Rimasto fuori anche dalla lista dei convocati per l'Europeo 92, la storia di Rocastle con la Nazionale si conclude lì, prima che un'altra grande delusione assesti il colpo definitivo alla sua breve carriera. Mister George Graham lo convoca nel suo ufficio. A fine allenamento i compagni scherzano, lasciando trasparire anche un briciolo di invidia per il rapporto privilegiato che lega David all'allenatore. Negli ultimi dieci anni, da quando cioè è approdato ad Highbury, Rocastle ha imparato a consocere tutto di quella stanza. Una strana ombra però colora le pareti quel giorno, un'ombra familiare, la stessa proiettata due anni prima dall'ingombrante sagoma di Bobby Robson allorché si presentò sulla soglia della porta di quella stanza d'albergo a Burnham Beeches. Alla fine della conversazione anche le lacrime sono le stesse. Sono le lacrime del tradimento, che per la seconda volta lascia il segno sulla pelle di Rocastle. George Graham, il maestro che per primo credette in quello sconosciuto ragazzino di South London, gli comunica che adesso, dopo dieci anni di onorato servizio, è ora di fare le valigie. Non è più indispensabile Rocastle, ormai diventato più un grattacapo che altro con quel ginocchio malandato. Il Leeds lo aspetta per il ritiro estivo mentre nel suo cuore si fa notte. Manchester City, Chelsea, dove l'ex compagno di Nazionale Glenn Hoddle lo chiama convinto che dal buio che aveva dentro David potesse ancora portare la luce sul campo, Norwich, qualche partita in Malesia, il precoce ritiro, la malattia, la morte: sono le tappe di una vita conclusa a soli 34 anni, al termine di una carriera dove alba e tramonto si confondono fino a coincidere in un giorno di maggio, in una stanza d'hotel, alla vigilia di un Mondiale di calcio.
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| Coach Bobby Robson e i suoi ragazzi. Da sinistra: Rocastle, Beasant, Dorigo e Beardsley |
Compagno di Rocastle, Tony Adams è il capitano della banda di ragazzi terribili che a metà anni Ottanta, Don Howe prima e Geroge Graham poi, gettano nella mischia appena maggiorenni e che nel 1989 aveva regalato all'Arsenal il primo titolo dopo quasi vent'anni. David Rocastle, Martin Hayes, Perry Groves, Niall Quinn, Michael Thomas, sono nomi su cui molti sono pronti a scommettere ma è su Tony Adams che si concentrano le speranze dei tifosi Gunners e non solo. Appena ventenne, Robson lo convoca per un'amichevole contro la Spagna dove Adams lascia subito il segno passando alla storia come il primo giocatore nato dopo l'impresa del 1966 a vestire la maglia della Nazionale. L'infortunio che alla fine del 1987 pone fine alla stagione di Terry Butcher spalanca le porte della difesa della Nazionale al giovane Adams che, a soli 21 anni, intravede la possibilità di giocare il successivo Europeo da titolare. Quella possibilità diventa certezza il pomeriggio del 12 giugno 1988, quando Tony Adams esce dallo spogliatoio e si incammina verso il tunnel che porta al terreno di gioco del Neckarstadion di Stoccarda. Indossa la maglia numero 6, sei come i minuti che bastano perché il sogno si trasformi in incubo: una palla alta piomba all'improvviso in area di rigore, il suo compagno di reparto e di bevute all'Arsenal Kenny Sansom rinvia maldestramente e serve Aldridge che, in netto anticipo su Adams, offre a Ray Houghton un pallone che chiede solo di essere schiacciato in rete. Jackie Charlton fa suo il derby delle isole britanniche e costringe i suoi connazionali a giocarsi le residue chance di qualificazione con l'Olanda.
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| Van Basten cancella il numero 6 Tony Adams. |
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| Tony Adams il suo Mondiale se lo gioca così. |
Robson nel frattempo cede alla pressione mediatica che da mesi batte sulla sua presunta infedeltà coniugale. Prima della partenza per l'Italia annuncia le dimissioni: ad aspettarlo dopo il Mondiale c'è un contratto da 250.000 sterline all'anno con il PSV Eindhoven e una stampa molto meno invadente. Tra i suoi selezionati figurano ben quattro giocatori dei Glasgow Rangers, la squadra più rappresentata, che sotto la guida di Graeme Souness ha fatto incetta di giocatori inglesi a caccia di lauti compensi e interessati ad aggirare il bando europeo imposto dall'UEFA alle squadre inglesi dopo la finale dell'Heysel. Nutrita anche la schiera di giocatori del Liverpool, la squadra più titolata degli anni Ottanta, e del sorprendente Nottingham Forest, vincitore della Coppa di Lega, entrambe con tre elementi ciascuna. Manchester United, Tottenham e Derby County contribuiscono invece con due giocatori. Dell'Arsenal, che al pari dei Rangers contava quattro giocatori all'inizio del ritiro, rimane il solo David Seaman.
Si arriva finalmente a giugno, al termine di un mese che al sottoscritto è sembrato un anno, iniziato al fresco di Burnham Beeches e concluso al caldo della Sardegna. Sfiduciati, ma con la solita inconfessabile speranza, gli inglesi si apprestano a vivere le notti magiche che coloreranno i loro ricordi per i successivi trent'anni. Gazza ride e scherza, per il momento, Rocastle e Seaman piangono, Adams riempie il suo boccale di birra e Steve Bull segna contro la Tunisia nell'ultima amichevole prima dell'esordio Mondiale... ma questa è un'altra storia.
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